un Blog di Gabriele Cecchini


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sabato 21 novembre 2015

La mia droga si chiama Delia



Delia la missionaria ha appena scoperto che, prima di partire per l’Africa abbandonando tutto e tutti, c’era qualcuno a Roma che a sua insaputa la seguiva morbosamente, uno spasimante segreto che ora sta tormentando la madre da mesi: vuole sapere dov’è andata a cacciarsi quella buona a nulla di sua figlia, tutta sorrisini e opere pie. Se prima l’amava in segreto appassionatamente e la voleva per sé, ora la odia con tutto se stesso; per di più, essendo lui un poco di buono invischiato in loschi traffici di droga e prostituzione, minaccia la madre con telefonate moleste e lettere maniache. Una sera, dopo aver aspettato che tornasse dal cinema, le è saltato addosso, facendole prendere uno spavento terribile (visto e considerato che la madre, dopo essere stata abbandonata dal marito per una modella giovane e perennemente svestita, vive sola). Che fare? Lasciare l’Africa e abbandonare così i poveri bambini che sta accudendo e che, ovviamente, si sono affezionati a lei come se fosse la loro madre? Inutile dirlo, in Africa è la missionaria più amata da tutti, sia ai vertici (le autorità locali hanno grande fiducia in lei) che nei bassifondi. È riuscita a portare alla missione anche gli ossi più duri, gli adulti scettici che prima del suo arrivo non nutrivano più speranze. Non ha più desideri carnali, sentimentali o altro, la passione per quei poveri ammalati la sazia e la rende felice e viva. E se al ritorno a Roma torna alla carica il suo fidanzato straricco figlio di un magnate della finanza tutto carriera, macchine alla moda, gel nei capelli folti, corna con chiunque? No, non può tornare... Ancora sente le parole della madre-strega che gracchia inviperita: «Come puoi lasciarti scappare un uomo così ricco e bello? Hai già trent’anni, sei al capolinea. Poi molli tutto per scappare in Africa? E i sacrifici che ho fatto per inserirti nei salotti della Roma bene, per farti conoscere, per darti un futuro solido?». 

Qui si ferma la centocinquantatreesima puntata della fiction più vista della televisione italiana, con Delia in Africa afflitta da conflitti interiori che poi così interiori non sono, dato che li ripete milioni di volte ad alta voce nella foresta africana affinché i telespettatori si immedesimino e ovviamente i nuovi fan della serie possano comprendere l’intreccio. Intanto le scene girate in Italia mostrano la madre preoccupata per le attenzioni di quel maniaco, preoccupazione che le procura anche non poca gioia per la possibilità che la figlia possa tornare dall’Africa e riprendere la vita che le aveva costruito sin da bambina. Sviolinate finali. Cosa vedrete nella prossima puntata: Delia compra un biglietto per l’Italia, con una faccia trafitta dal dolore e dal conflitto interiore. La madre intanto si vede con l’ex fidanzato di Delia, per informarlo della situazione e del possibile ritorno della figlia. Ma ci sono altri guai all’orizzonte... il maniaco, non si sa come, sembra essere venuto a conoscenza del fatto che Delia sta per tornare e se ne sta in agguato all’aeroporto, con tanto di coltello e pistola in tasca e smorfia di rabbia mista a sadica vendetta in viso. Altre sviolinate. 

Sempre sul più bello...