un Blog di Gabriele Cecchini


un blog di Gabriele Cecchini

giovedì 20 agosto 2015

Tramonti quasi precoci sull'acqua calma


Il signor Miniero ogni giorno attendeva che la felicità facesse la sua apparizione, in mezzo alla folla.
Stufo di lavorare ai suoi vascelli, se ne stava alla finestra del suo studiolo e guardava fuori con interesse. Avere interesse per qualcosa era più una definizione che una casualità per lui. E ogni giorno dal mezzo buio del suo antro pieno di reminescenze e arnesi, cimeli e vecchi avanzi di memorie si metteva lì, appoggiato al vetro e potete scommetterci che trovava sempre qualcosa di magico, insondabile oppure cristallino, evidente in sé. Dopo le molteplici avventure per mari e terre sconosciute, Gianni Miniero aveva sviluppato un fiuto spiccato nel riconoscere la vita nelle sue forme, irregolarità e scherzi. Bastava un'occhiata fuori dalla finestra e subito si divertiva o si dispiaceva per qualcosa.

sabato 15 agosto 2015

Attesa funesta!



Solita scena di perfida umanità all’opera: una sala d’attesa. Nel dettaglio, si tratta dell’anticamera di un ambulatorio. Qui, trattandosi di salute, le belve sono più accanite che altrove. Di esemplari ce n’è una bella varietà oggi, tra i quali due prototipi della coppia più pericolosa esistente in natura: madre e figlia.
La prima coppia è formata da madre settantenne e figlia sulla cinquantina. Somiglianza impressionante: la seconda presto muterà nella prima, dopo che quest’ultima sarà passata a miglior vita. Sono le più potenti qui, essendo le prime. Purtroppo, non essendo arrivato il medico, non possono ancora esercitare il loro diritto, ma lo sbandierano ai quattro venti a ogni nuovo arrivato (fingono anche di dirselo tra loro di modo che i nuovi arrivati capiscano subito che aria tira... che non si pensi di scavalcarle!).

venerdì 14 agosto 2015

A lezione da Yates



15 Novembre 1992 – Ad una settimana dalla scomparsa del famoso scrittore Richard Yates, John Drake,  suo allievo e celebre romanziere, ci regala un affettuoso ricordo. 


Nell’estate del 1962 ero sicuro di avere in pugno la mia vita. Lo ricordo perché proprio stamattina ho trovato qui, nella mia vecchia camera,  dentro un cassetto, uno stupido biglietto del treno dove, in preda ad uno dei miei folli momenti, scrissi: “Sento che tutto sta cambiando, in un modo positivo, intendo. Tutto merito di Richard Yates”. 

martedì 11 agosto 2015

Black girl


Una busta rosa, proprio quello che temeva. Carly non aveva il coraggio di aprire la cassetta della posta, sapeva benissimo cosa contenesse quella lettera. Non poteva essersi smarrita?
Impossibile, il sistema elettronico architettato dal governo per lo smistamento della posta non ammetteva errori; l’ultimo caso di una lettera smarrita, nel lontanissimo 2068, finì sulle prime pagine di tutti i principali siti di informazione. O forse c’erano ancora i cartacei? Che confusione le stava provocando quando uella dannatissima lettera rosa...
Entrò in casa ignorando completamente la cassetta della posta.

sabato 8 agosto 2015

Padre e figlia


Un giorno di ottobre un uomo come tanti guardò fuori dalla finestra di casa sua.
C'era qualcosa di strano, lo sentiva. Eppure nulla era fuori posto: il glicine se ne stava immobile in fondo al giardino, il vialetto si destreggiava come meglio poteva con le violette che senza tregua gli gettavano addosso i loro petali donandogli un aspetto disordinato, sua figlia dormicchiava sull'amaca apatica e scostante più che mai dopo che qualcosa che stava leggendo dalle mani le era scivolato sull'erba. Non riusciva a capire di cosa si trattasse: sicuramente uno di quei giornaletti senza senso che in casa leggeva solo lei. Che gioventù disperata, borbottò tra i denti.

mercoledì 5 agosto 2015

La terapia delle abitudini




Rose sta arrivando a casa come sempre alle otto in punto, è andata a prendere il latte. Il lattaio glielo porterebbe volentieri a domicilio, ma lei ama terribilmente fare quel pezzo di strada la mattina presto, senza anima viva in giro: tutti al lavoro negli uffici, nei negozi e nelle fabbriche (il lavoro non manca di certo a Bursbo).
Durante il tragitto osserva tutto intorno a sé, come fosse la prima volta, e i ciottoli del marciapiede rosso si lasciano calpestare docilmente dal suo passo leggero e discreto. Nessuno si accorge più del suo sguardo curioso e ingenuo, nemmeno le magnolie che Rose vide piantare secoli prima, nemmeno i vicini che ormai la considerano un monumento di Remember Street.