un Blog di Gabriele Cecchini


un blog di Gabriele Cecchini

giovedì 30 luglio 2015

Il profumo del ricordo


«Buonasera dottoressa».
«Buonasera Elsa. Come sta?»
«Oh sto benone».
«Mi sembra vagamente scossa».
«Sa, oggi l'ho comprato!»
«Cosa?»
«Il profumo, il profumo! Ricorda?»
Come la più scaltra tra le bugiarde di questa terra, la dottoressa tirò fuori un'espressione rilassata e giocosa e disse, ridendo: «Certo che ricordo. Allora, com'è?»
«Com'è, com'è... Un sogno diventato realtà. Da quando ne avevo sentito parlare su youtube, non facevo che pensare a lui».
«Lui?»
«Lui, lui! Il profumo! Il profumo è uomo, sa?»

lunedì 27 luglio 2015

Le stagionali motorizzate



Nunzia posò lo straccio dopo averlo strizzato a dovere, pronto per la sera. Il sospiro liberatorio che seguì segnò una fine e un inizio, la fine del turno di mezzogiorno (il pranzo) e l’inizio del suo riposo – tre ore scarse – prima del turno serale (la cena). Allora contò i suoi anni di matrimonio, venti. Che cosa sciocca. Senza pensarci si trovava a contare con la mente, contava le ore di straordinario (che mai e poi mai le sarebbero state pagate), le ore di lavoro (troppe e troppo stressanti perché passassero senza lasciar volare la mente lontano), contava i clienti dell’albergo… Insomma teneva impegnata la mente mentre con il corpo spazzava, tagliava, lavava, correva. Cosa vuoi pretendere del resto? Fai la cuoca stagionale, non lavori mica al Ministero o in un ufficio del Comune, lì sì che la situazione sarebbe rovesciata (far lavorare la mente e abbandonare il corpo a se stesso), pensò mentre si sciacquava via dalla faccia il sudore e la stanchezza accumulati.
Inutile.

sabato 25 luglio 2015

Ricredersi, illudersi ancora per una volta

Due sorelle se ne stanno sedute a terra, accanto alla vetrata che dà su un giardino molto ampio e rigoglioso. Ania si muove in continuazione, Maria resta immobile con le braccia conserte.
Ania: Che noia, questa casa.
Maria: È casa nostra, non ti azzardare a parlare così, capito?
Ania: Vietato esprimere opinioni, dunque.
Maria: Se si tratta dei tuoi eterni lamenti... Sì.
Ania: Cosa ti prende oggi? Non mi hai mai mancato di rispetto in questo modo.
Maria: Oggi è un giorno particolare, lo sai.
Ania: Ah già, me n'ero quasi dimenticata.

giovedì 9 luglio 2015

Miriam


Le rotte degli aerei disegnano nel cielo gomitoli ingarbugliati e indomabili, e chi sta sotto, benché riesca a intravvederne a malapena un misero frammento, sente quei rovi stringersi attorno al collo, al cervello, come se la gravità si annullasse e piovesse giù ogni cosa.
Tra coloro che stanno sotto a soccombere sotto il peso di quelle scie avvelenate c’è Miriam, che su nel cielo vede milioni di strade, miriadi di percorsi che potrebbe percorrere, ma lei prende sempre la stessa strada, esce da casa la mattina e viaggia sui binari fissi della sua vita terrosa di periferia.
Li vede i percorsi sconosciuti, ma rimane immobile.