un Blog di Gabriele Cecchini


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sabato 2 maggio 2015

Ciao Virna



«Signora quando ha capito che avrebbe fatto l'attrice?» chiese timidamente l'intervistatrice. Si era trovata bloccata su un treno con una delle più grandi attrici italiane, quale occasione migliore?
«Con chi crede di avere a che fare? L'attrice? Io volevo fare la moglie, la madre, poi è venuto questo lavoro che mi ha dato molte gioie, ma io sono una persona come tante. Noiosa, felice, scontenta, annoiata, superata.»
«E cosa ha significato per lei allora questa carriera?»

«Mi ha dato tanto le sto dicendo, anche se non ci ho mai creduto sul serio», ride, «sembrerò presuntuosa o forse un po' matta, ma è così: ogni film era un regalo, una sorpresa, non mi aspettavo nulla. Mi aspettavo o meglio speravo che i miei figli andassero bene a scuola, che avessero degli amici, che fossero felici, che mio marito non si sentisse schiacciato da questa orda di ridicoli e odiosi scribacchini che non aspettano altro che farti a pezzi... Senza offesa, eh? Perché se si fosse stancato di me e mi avesse lasciato, io come avrei fatto? »
«Allora perché ha continuato a farli i film se non li voleva fare?» si spazientì l'intervistatrice.
«Vede che non mi capisce? Nessuno mi capisce. Per voi a volte sono una persona ingrata, altre altezzosa, superficiale, scaramantica... Mi cercavano perché forse qualcosa da dire ce l'avevo e ce l'ho, ma io l'attrice... ha presente le attrici di oggi? O anche quelle di ieri? Ecco: ciò che significa per voi "attrice" non mi corrisponde! Io non faccio capricci sul set, non mi arrabbio se mi costringono ad alzarmi presto, se devo farmi trovare a mezzanotte in Piazza del Popolo a Roma per un minuto di pellicola, non chiedo le rose gialle e solo gialle in camerino, non me ne frega niente se sono seduta dietro a Gina Lollobrigida invece che davanti o sopra o sotto, non chiedo mai nulla che non reputi di essermi guadagnata o che mi sia necessario. Io ho esigenze molto normali. Sono una donna normale. Come mi vedete sullo schermo. Né più né meno. Quella sono io. Capito? Tutto il resto sono solo piccole e grandi bugie che si ha voglia di raccontare perché magari c'è un vuoto da qualche parte, o in qualche testaccia, e va riempito. Guai a tenerseli, i vuoti. Io, i miei, me li coccolo la sera davanti al fuoco, con mio marito» e rise di nuovo.
«Quali vuoti?»
«E pensa che glieli venga a dire a lei?» e continuò a ridere.
«Ho capito. Ride spesso, lei» constatò la ragazzotta che mano a mano che l'attrice parlava si sentiva sempre più piccola, e un po' provinciale.
«Rido? Certo che rido. Cosa c'è qualcosa da prendere sul serio? Chiaro, quando accadono cose brutte, le morti, il dolore, lì è difficile... ma tutto il resto si combatte con una risata. Anzi, mi correggo: io lo combatto con una risata. A me di quello che fanno gli altri, non mi interessa nulla. Io ho le mie strategie di sopravvivenza e me le tengo strette.»
«Ci saranno però dei ruoli che le sono rimasti nel cuore, o no?»
«Sì, eccome. Ce ne sono tanti. Ho amato, nonostante i critici storcano il naso (ma chi li conosce 'sti critici? si dice 'i critici', ma chi sono?), il mio ruolo in "Sapore di mare" per esempio. Questa noia borghese, questo volersi sentire ancora giovane per una donna non più giovane, ancora amata... mi commosse quando lessi il copione e dissi di sì. Non mi appartengono questi patimenti, non troppo diciamo (forse in certi giorni, ma questa è un'altra storia!), ma li comprendo, io posso fare uscire da questa bocca solo ciò che condivido o che capisco in qualche modo, il resto lo lascio alle altre.»
«Le colleghe. Chi ha amato tra le sue colleghe?»
«Tante, lo sa? Ho amato tantissimo Monica Vitti, Mariangela Melato, Anna Magnani... perché nonostante abbia avuto la fortuna di conoscerle di persona, io le guardavo come le avrebbe guardate quella bimba che andava al cinema del paese e si sentiva piccola... mi sentivo niente accanto a loro, una spettatrice adorante e minuscola al loro cospetto.»
«Quanta modestia...»
«Lo vede? Parliamo lingue diverse io e lei. Non è modestia, è verità. Io sono così. Ma questa moda di vedere sempre il marcio dietro tutto... è di questi tempi... non mi ci abituerò mai. Mai.»
«Cioè?»
«Cioè che l'altro giorno prendo in mano una rivista e in copertina leggo: "Finalmente l'attrice Taldeitali parla delle foto rubate mentre faceva questo e quell'altro col fidanzato, quelle che hai visto anche tu", rivolgendosi a tutti. Io? Come ci si può permettere di scrivere una cosa del genere? Io quelle foto non le ho viste. Che cosa ignobile. Scommetto che ce ne sono tante di persone che come me quelle foto non le hanno viste e che si sentiranno offese. Voglio dire: persone che avendone avuto la possibilità si sono rifiutate di guardarle. Che indecenza.»
«Guardi, Ancona...»
«Ah devo scendere! Ho dei parenti da andare a trovare. Ci sono nata qui, sa? Si torna sempre dove si è nati, prima o poi. Non che conti poi tanto la geografia, però il posto in cui si è nati...»
«La ringrazio infinitamente per la chiacchierata e le faccio i miei più cari auguri di buon natale.»
«Anche a lei, quest'anno il mio sarà un Natale diverso, sa? Tanti auguri a lei e alla sua famiglia», c'era una lacrima in quegli occhi stupendi. Scese dal treno e si incamminò verso casa.


Ciao Virna.

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