un Blog di Gabriele Cecchini


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mercoledì 16 ottobre 2013

L'insostenibile leggerezza di un mondo pesantissimo


Bisogna ridere, parlare di niente, bere, guardarsi intorno e ridicolizzare ogni cosa. Lasciare fuori dalla porta i problemi, mai mettere in discussione se stessi o far notare un difetto, una crepa in questa gigante palla di plastica nella quale si è trasformato il mondo. Se lo fai, vedi gli occhi che ruotano all'insù o di lato e zac! giù le saracinesche: non ti ascoltano più. Stiamo diventando come i politici che sono maghi nell'evitare di rispondere alle domande, nel ripetere ossessivamente pezzi di frasi per indottrinare l'altro, nel non vedere. Ci ritroviamo a non pensare, a sorridere e fare finta di non vedere. Il dolore non viene preso in considerazione, non viene "sentito", ma senza attraversarlo ci è preclusa ogni rinascita, ogni cambiamento. Quindi, corriamo tutti a farci una "messimpiega" e giochiamo a sentirci diversi da quelli che eravamo ieri con i ciuffi fuori posa!

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