un Blog di Gabriele Cecchini


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mercoledì 30 ottobre 2013

Affari rosso satana - La fine





Immaginate una fila di sedie piuttosto comode dentro una stanza enorme e soprattutto molto alta. Le pareti sono rosse, senza niente appeso. Questo per una sommaria descrizione del luogo.
Veniamo agli attori. Nell’ordine: Sweetbutter, Art, Tilda e infine Franny. Ognuno siede sulla sua sedia, l’uno accanto all’altro. Si tengono le mani e tremano dalla paura.
Tilda, Franny e Art piangono piano, per non farsi sentire. Sweetbutter, il cui lato maschile si fa sentire sempre al momento giusto, bisbiglia al figlio: «Non piangere, tuo padre ti tirerà fuori di qui. Come diavolo ti sei vestito? Mi dovrai spiegare chi ti ha fatto quei lividi, lo sistemerò io per le feste».
«Mamma, ti prego, stai zitta. Sono i nostri ultimi momenti insieme, non l’hai capito che fine faremo?».
«Cosa dici?».
«Le torte, tutti abbiamo mangiato quelle maledettissime torte ». «E allora?».
«Allora, signora, scusi se mi intrometto, adesso moriremo tutti. Vittime sacrificali a satana. È una maledetta setta». È Tilda a parlare.
«Silenzio, sta arrivando qualcuno» Fran sente dei passi. È Rosa Ortensia Sullivan che sta andando verso di loro, sempre sicura sui suoi tacchi, ma un po’ affaticata.
«Allora vi sono piaciute le torte di Satana? La Devil’s feed & Co. vi ringrazia per aver acquistato i loro prodotti. E ora che siete dei nostri, potrete entrare a far parte dei Grandi Satanisti Supremi».
Intanto sta sistemando dei fili sotto le sedie.
 «Cosa diavolo sta dicendo? Io e mio figlio ce ne andiamo».
In realtà Sweetbutter non sa come sono arrivati lì e chi ce li ha portati. Come prova ad alzarsi delle mani meccaniche salgono dal pavimento e bloccano mani e piedi dei quattro ospiti.
«Ormai non c’è via d’uscita. Dovete completare il ciclo, siete il “Il pasto di Satana” di oggi, del 23 novembre».
La prima ad andarsene è Fran, che dopo aver sgranato gli occhi per un breve attimo lascia cadere la testa immobile, e ogni desiderio di rivedere il bel ragazzo che tanto l’ha fatta godere al cinema muore con lei.
Tilda è la seconda che viene sacrificata, almeno non passerà il resto dei suoi giorni in galera! E come faranno gli ottanta bambini adottati a distanza senza la loro benefattrice?
Art e Sweetbutter, mentre vedono andarsene Fran, si sussurrano piano l’affetto reciproco. Durante il turno di Tilda, Art riesce a piegare la testa leggermente verso la madre, riuscendo a sfiorare appena la sua spalla. La Sullivan non ha pietà per nessuno, neanche per quel ragazzo che tanto l’ha intenerita nel pomeriggio.
Quando si tratta di vittime, sono tutte uguali davanti al bene supremo, davanti a Satana. Spinge gli ultimi due interruttori e il veleno scorre rapido nelle vene di madre e figlio. La madre tanto felice che il suo uomo Paul è tornato da lei proprio quella sera. Il figlio, anche se dolorante, fiero del coraggio dimostrato col gruppo quella sera.
E il ciclo è completato! Le torte permettono di realizzare l’ultimo desiderio prima di diventare vittime sacrificali e allo stesso tempo purificano l’animo e il corpo di chi le mangia prima della fine. I soldi ricavati dalle vendite delle torte incrementano i fondi per le attività della Devil’s feed & Co., industria che è solo una copertura per la setta vera e propria; Satana si nutre dei corpi di coloro che mangiano le torte, offertigli in sacrificio dagli scrupolosi seguaci.


La Sullivan si può finalmente togliere i tacchi alti, sono quasi venti ore che li indossa. Corre a casa a farsi un bagno caldo, nella speranza che domani possa fare tanti altri affari; affari rosso Satana per il successo della Devil’s feed & Co., e ovviamente per il bene di satana!   

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